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Vigili Del Fuoco

La giustizia umbra è alle prese con il Covid-19, con la carenza di organici e la nuova formulazione della prescrizione. Entrano inoltre nel Regolamento misure a tutela del decoro di alcuni luoghi sensibili, quali scuole, ospedali, università, musei, aree adibite a verde pubblico, o comunque soggetti a consistenti flussi turistici, dove è possibile intervenire contro soggetti e attività che ne impediscono la fruizione. Divieto di esercitare il trasporto di persone mediante velocipedi, tipo risciò o eco-taxi con conducente, a tre o più ruote, anche a pedalata assistita o dotati di motore ausiliario elettrico. Per i saltafila, negli stessi siti, in luogo pubblico o aperto al pubblico, è vietata l’attività di intermediazione e promozione di tour turistici, la vendita di biglietti per musei, teatri ed eventi culturali e turistici, la promozione di attività commerciali, di esercizi per la somministrazione di alimenti e bevande, nonché di ogni altra attività di impresa che non sia espressamente autorizzata e risultante dal titolo abilitativo.

Monitoraggio che viene periodicamente ripetuto “su base volontaria, per tutto il personale in servizio presso gli uffici requirenti di Perugia, impiegando per l’acquisto dei kit una parte dei fondi messi a disposizione dal ministero”. 60, i magistrati emiliano-romagnoli hanno firmato un foglio, distribuito prima dell’inizio della cerimonia d’inaugurazione dell’anno giudiziario, in cui vengono riportate le parole di don Luigi Ciotti, presidente del Gruppo Abele e di Libera, secondo cui “dobbiamo insorgere quando vengono violati i più elementari diritti umani e assumerci la nostra responsabilità come cittadini e come cristiani. Il primo grande naufragio è quello delle nostre coscienze”. Nella poesia, un bambino che sta attraversando il mare a bordo di un gommone si rivolge alla madre, e quando il gommone naufraga dice “nessuno, mamma, ci è venuto ad aiutare”. “Spesso si accusa la magistratura di condizionare la politica con le sue indagini e i suoi processi, ma tale accusa va rovesciata. Se la politica si riappropriasse del proprio primato, non attendendo arresti e condanne per cacciare gli impresentabili, non occorerrebe aspettare le manette per estromettere personaggi squallidi e spregiudicati”. Sono le parole del procuratore generale di Napoli, Luigi Riello, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario.

A margine della conferenza stampa in Procura a Pisa sui recentiarresti per spaccio a Pontedera, il capo dell’ufficio Alessandro Crini ha fornito alcune anticipazioni sulla comunicazione che lui stesso inoltra ogni anno alla Procura Generale di Firenze, dati che vengono poi diffusi alla cerimonia dell’apertura dell’anno giudiziario. “Semplificazione, più ampi margini di efficienza, potenziamento della telematica, innalzamento degli standard di soddisfacimento della domanda di giustizia, maggiori investimenti che significano nuove assunzioni e un’attenzione particolare alla situazione degli Istituti di pena, con provvedimenti per migliorare il benessere e il lavoro degli operatori penitenziari e le condizioni di vita dei detenuti. E’ l’approccio con cui l’attuale Governo guarda all’amministrazione della giustizia”. Questo in estrema sintesi il senso dell’intervento all’inaugurazione dell’Anno Giudiziario a Milano del sottosegretario alla Giustizia Jacopo Morrone, che ha rivolto il proprio pensiero “all’avvocato Antonio Montinaro, vittima di un recentissimo e grave incidente” al Tribunale di Milano, assicurando la necessaria attenzione “alla sicurezza delle strutture giudiziarie”.

A causa della pandemia l’esecuzione degli sfratti è stata bloccata fino alla fine dell’anno ma le nuove richieste continuano ad essere depositate. Una rilevazione effettuata dallo studio legale di Unione Inquilini a luglio ha riportato circa 100 nuove richieste depositate al giorno. L’informazione riguarda il numero degli arresti compiuti dai Carabinieri nelle varie province toscane, nel periodo che va da giugno 2018 a giugno 2019. Morrone ha evidenziato come non si tratta di una “censura verso il passato”, ma di “un’attenta valutazione ai percorsi riformativi già intrapresi verificandone l’utilità e la congruità rispetto alle linee programmatiche dell’attuale esecutivo”. “La giustizia, rappresenta, finalmente, una priorità di questo Paese”, un dato testimoniato dall’incremento di oltre 324 milioni che il bilancio di previsione per il 2019 stabilisce per l’area giustizia rispetto al 2018.

  • Il dato è stato comunicato oggi nel corso della relazione inaugurate dell’anno giudiziario 2020 della sezione staccata del Tar di Reggio Calabria”.
  • Ecco perché i lavoratori della Giustizia incroceranno le braccia, per chiedere risorse, assunzioni e percorsi di riqualificazione del personale in servizio.
  • Considerevole anche il numero dei decreti decisori 487, con una diminuzione dell’arretrato che è stato ridotto, rispetto al 2018, del 19,44%.
  • Morrone ha, tra l’altro, ricordato la grave emergenza in cui versano le nostre strutture carcerarie, ma anche i recentissimi interventi normativi tesi al “rafforzamento dei diritti dei detenuti”.
  • A margine della conferenza stampa in Procura a Pisa sui recentiarresti per spaccio a Pontedera, il capo dell’ufficio Alessandro Crini ha fornito alcune anticipazioni sulla comunicazione che lui stesso inoltra ogni anno alla Procura Generale di Firenze, dati che vengono poi diffusi alla cerimonia dell’apertura dell’anno giudiziario.

“La procura di Salerno – aggiunge – all’indomani dell’entrata in vigore della normativa emergenziale, ha dovuto fronteggiare improvvisamente la necessità di tradurre in pratica il disposto normativo che consentiva la partecipazione del pm da remoto alle udienze con detenuti, soprattutto le udienze di convalida del fermo dinanzi al gip e le udienze per celebrare il processo con rito direttissimo”. Il presidente del tribunale di Vallo della Lucania fa presente che gli effetti sulla produttività del tribunale “sono stati abbastanza rilevanti”, mentre i dati della procura evidenziano “una considerevole produttività dell’ufficio che ha provveduto a definire tutte le sopravvenienze”. La pandemia si riflette anche sulla giustizia e, tra blocchi e misure di contenimento, finisce per fornire un’immagine falsata di quanto è accaduto dal primo luglio del 2019 al 30 giugno dell’anno scorso nel distretto giudiziario di Palermo .

Con l’approvazione definitiva in Assemblea Capitolina diventano applicabili le nuove norme per garantire decoro, sicurezza, legalità. Ora il nome di Sindoca, che vive a Villa del Conte nel Padovano, non è un nome qualsiasi perché quest’ultimo, «già membro di un servizio informativo della Nato» è legato a doppio filo all’affaire Safond Martini. Situazione critica che per Dalle Rive e suoi aficionados è in parte ascrivibile ai raggiri e alle minacce dello stesso Sindoca.

L’occasione per fare un bilancio è l’inaugurazione del nuovo anno giudiziario, cerimonia introdotta dal discorso del presidente della Corte d’appello, alla presenza dei rappresentanti di istituzioni civili, Forze dell’ordine ed enti religiosi. Il documento è stato presentato dal sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, dalla presidente della Corte d’Appello, Ines Maria Luisa Marini, e dal procuratore generale presso la Corte d’Appello, Antonio Mura. «Crediamo nel sistema giudiziario e nel fatto che vada supportato – ha detto il primo cittadino – È per questo che da un lato abbiamo investito i soldi del bando periferie nel II lotto della cittadella della giustizia e intendiamo studiare il modo per far partire anche il III lotto, rivolgendoci al ministero, e dall’altro abbiamo deciso di rispondere prontamente a questa necessità. Un tema che si collega al problema delle risorse destinate alla giustizia, e oltretutto i concorsi per immettere nuovi magistrati in servizio hanno subito un rallentamento. «Già prima della pandemia servivano 4 anni tra il bando e l’immissione effettiva dei magistrati in servizio – dice Marini – i prossimi verranno immessi a fine 2021, ma quelli che hanno superato le prove non riescono neanche a coprire i posti messi a concorso». Inoltre, per Marini c’è una «preoccupante tendenza di affidare la giustizia a risorse precarie», quindi la «necessità di innovare profondamente questo sistema».

Dunque, spirito riformista a 360 gradi che si traduce anche nella “riforma della disciplina fallimentare e della crisi d’impresa approvata definitivamente il 10 gennaio 2019”, come nella medesima direzione si inserisce “l’approccio https://assoinveneto.org/la-lettera-di-fig-mag-del-23-ottobre-2020/ efficientistico che guida il progetto di riforma del processo civile monocratico” per consentire “una sua velocizzazione” in modo da garantire un “maggiore rispetto del principio della ragionevole durata del giudizio”. Considerevole anche il numero dei decreti decisori 487, con una diminuzione dell’arretrato che è stato ridotto, rispetto al 2018, del 19,44%. Al 31 dicembre 2019 i ricorsi pendenti presso la sezione di Reggio Calabria risultano essere 1430 mentre alla stessa data del 2018 erano 1.775″. Il 2018 lo definisce ‘annus horribilis’ Franco Cassano, riepilogando i tanti distrastri che hanno colpito la giustizia pugliese durante lo scorso anno.

Norme che hanno l’obiettivo di ridurre il senso di insicurezza e allarme sociale generato dal fenomeno della prostituzione e garantire la sicurezza della circolazione stradale, ma anche di offrire tutela alle persone vittime di sfruttamento. Il nuovo regolamento prevede il divieto di assumere comportamenti diretti inequivocabilmente a offrire prestazioni sessuali, di ingaggiare o concordare prestazioni e ad appartarsi in luogo pubblico con soggetti che esercitino l’attività di meretricio e, oltre a quanto già previsto dal Codice della Strada, eseguire manovre pericolose o di intralcio alla circolazione. Meno processi civili pendenti, , diminuiscono anche i processi penali mentre la durata media dei procedimenti è cresciuta da 369 a 396 giorni. Quasi tutti i dipendenti giudiziari svolgono mansioni superiori senza avere nessun riconoscimento economico e rispondendo disciplinarmente per gli eventuali disservizi.

In uno o più episodi, sempre stando alla denuncia raccolta dai marescialli della GdF Venerando Basile e Melissa Romanzi, Daniel, secondo la denunciante, sostiene anche di essere stato picchiato dalle persone col volto travisato. Tanto che il presunto basista si sarebbe dovuto recare almeno in due circostanze presso l’ospedale di Jesolo «per frasi medicare». Ma come in un giallo degno della penna di Massimo Carlotto, dagli anfratti più reconditi del fu mitico Nordest emerge un’altra storia che si lega in qualche modo a quella che è in scena a Mestre. La ex convivente di Dalle Rive, la donna della quale il presunto basista Daniél, si sarebbe servito per avere informazioni sulla dimora di Dalle Rive è la 55enne Miriam Valiera.

Dal dicembre 2020 “la trattazione in presenza dei processi fissati dinanzi alla Corte di Appello si è notevolmente ridotta ed oscilla tra il 20 ed il 30 per cento ad udienza”. Il ministro dell’interno Matteo Salvini ha sottolineato come il decreto sicurezza ponga un limite a questi ricorsi “spesso palesemente infondati e che servono ad arricchire pochi avvocati specializzati in questo settore e a intasare i tribunali”. Ed è proprio il giudice Mammone a denunciare il rischio che un “carico insostenibile di procedimenti” possa snaturare le funzioni di legittimità della Corte di Cassazione. Come ipotizzato da diversi sindacati degli inquilini, infatti, l’emergenza Coronavirus e la crisi economica che l’ha accompagnata, senza che sia stata messa in campo alcuna misura per contrastarla, potrebbe portare a un’impennata degli sfratti.

Il dato è stato comunicato oggi nel corso della relazione inaugurate dell’anno giudiziario 2020 della sezione staccata del Tar di Reggio Calabria”. Gli uffici sono stati dotati di termoscanner e di dispenser di gel igienizzante, mentre il personale è stato dotato di mascherine chirurgiche ed Ffp2, con gli scanner a colonna che sono stati collocati presso tutti gli ingressi dei palazzi di giustizia. È stato programmato ed effettuato anche “uno screening, con test sierologici, di tutto il personale in servizio presso gli uffici giudiziari di Perugia”.

Con la consueta cerimonia inaugurale, si è aperto in mattinata l’anno giudiziario del Tribunale amministrativo regionale, sezione staccata di Reggio Calabria, presieduto da Caterina Criscenti. Cassano ha poi citato anche l’inchiesta che vede coinvolti due magistrati precedentemente in servizio a Trani sulle presunte corruzioni per ‘guidare’ alcuni processi in favore di imprenditori nel Barese. “Ferma la presunzione di non colpevolezza – ha detto Cassano riferendosi ai due ex magistrati di Trani, ora in servizio a Roma, Antonio Savasta e Michele Nardi – esprimiamo gratitudine verso i colleghi salentini, perché sappiamo che solo dimostrando di saper fare pulizia al proprio interno,la magistratura può rimediare al turbamento e al sentimento di delegittimazione che fatti così gravi ingenerano nell’opinione pubblica”.

E per farlo si è scelta l’inaugurazione dell’anno giudiziario “perchè- riconosce Sorgi- ci siete voi giornalisti e potevamo, quindi, rilanciare questo concetto – e specifica – non c’è nessun richiamo a dati ideologici, l’hanno firmato magistrati con sensibilità trasversali”. Il 2020 è stato “un anno caratterizzato dal contrasto, non ancora superato, alla pandemia da Covid-19 – ha detto Cicchella – Fenomeno pandemico che ha avuto delle ricadute importanti sull’attività di tutti gli uffici giudiziari del distretto” dove si è registrato “un calo di produttività in parte dovuto ad una serie di provvedimenti che sono stati adottati dal Parlamento e dal Governo ed in parte conseguente ai contagi che hanno colpito magistrati, polizia giudiziaria e personale amministrativo, in servizio negli uffici”. Altro punto toccato dal sottosegretario Morrone l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, il 29 novembre scorso, del disegno di legge sul cosiddetto ’Codice rosso’, una “presa di coscienza dell’allarmante fenomeno della violenza sulla donne e della necessità di un intervento riformatore per scongiurare i troppi eventi drammatici”. C’è poi il capitolo del “potenziamento del servizio giustizia” e della predisposizione di “un piano di assunzioni straordinario che prevede dal 2019 il reclutamento di 3000 unità di personale amministrativo giudiziario, l’assunzione di quasi 1.000 magistrati e di 35 dirigenti per gli istituti penitenziari, oltre alla creazione di 7 dirigenze speciali per gli istituti penali minorili. Il ricorso è stato definito con sentenza il 21 maggio 2019, con al quale la Sezione, nell’accogliere il ricorso del Comune, si è soffermata sugli strumenti di partecipazione procedimentale e sul principio di proporzionalità che deve conformare il potere pubblico.

Il Covid ha infatti provocato, nella prima ondata, la sospensione totale delle udienze e dunque un rallentamento nella gestione dei procedimenti, ma ha anche influito sulla criminalità, limitando la possibilità di commettere reati. Sono così in calo le iscrizioni per associazione mafiosa, gli omicidi, i furti, le rapine e le estorsioni, ma anche le violenze sessuali e lo stalking per esempio, ma aumentano i tentativi di omidicio , i reati contro la pubblica amministrazione e l’usura (più che raddoppiati i fascicoli). Il quadro emerge dalla relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario, che si terrà domani mattina , scritta dal presidente della Corte d’Appello, Matteo Frasca . Così il presidente della Corte d’Appello di Salerno, Iside Russo, nel corso del suo intervento alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario questo anno chiusa al pubblico, ma trasmessa in diretta su Radio Radicale. Lo scopo dell’iniziativa, spiega ai cronisti Carlo Sorgi, presidente di sezione del Tribunale del Lavoro di Bologna e segretario regionale di Magistratura democratica, è “sensibilizzare su un tema in questo momento fondamentale, vale a dire la tutela e la salvaguardia della vita umana, un principio indispensabile per qualsiasi consesso civile e che è al di sopra di tutto. La prima cosa- afferma- è salvare la vita umana, e questo ci siamo sentiti di dire”.

Che la identità sia la sua lo si apprende da una denuncia, dai contorni ancora da chiarire, che la stessa deposita il 15 luglio 2019 al comando provinciale della Guardia di finanza di Vicenza. Di più nella medesima denuncia la Valiera sostiene che lo stesso Daniel gli avrebbe raccontato, affinché ne fosse data notizia agli inquirenti, che in passato nell’abitazione del presunto basista si sarebbero introdotti alcuni «uomini incappucciati ed armati di pistola» che con accento meridionale avrebbero minacciato lo stesso Daniel.

«Oltre a creare pesanti problemi di gestione del tempo individuale per i lavoratori, queste applicazioni non risolvono i problemi di gestione del sistema di giustizia nel distretto Veneto – conclude la Funzione Pubblica -, è necessario far fronte a questa situazione con assunzioni di personale che garantiscano la continuità dei servizi in modo organico, senza far ricadere le disfunzioni sulle spalle dei lavoratori, che rappresentano l’anello debole della catena». «La corte d’Appello di Venezia sta affrontando il problema mettendo in campo con sempre maggior frequenza lo strumento “dell’applicazione” dei dipendenti – spiega Fp Cgil -. Si tratta dell’impiego di lavoratori con un provvedimento di provvisorio trasferimento per periodo non superiore a sei mesi. Si tratta di uno strumento previsto da un “accordo sindacale nazionale” del 2007, da utilizzare però esclusivamente in via eccezionale Nonostante le vive raccomandazioni ministeriali, che invitano le corti d’Appello a un utilizzo moderato, purtroppo dobbiamo segnalare che, ormai da tempo, in Veneto se ne sta facendo un impiego ordinario, a nostro avviso decisamente eccessivo».